Una delle parole più usate nel mondo dello sport è “Incredibile”. E la storia che sto per raccontarvi è davvero incredibile. In momenti di totale emergenza e difficoltà chiunque prega il proprio Dio al fine di ottenere una benedizione. Il 24 Giugno 2012, durante l’edizione del Gp di Europa, precisamente a Valencia, Dio benedì i tifosi ferraristi, non speranzosi a causa dell’undicesima piazza da cui partiva Fernando Alonso, a causa di una disastrosa sessione di qualifiche. Dio (che ci crediate o no) decise di stravolgere tutto. Larry Bird disse: “Era Dio travestito da Michael Jordan”, quando MJ stesso fece 63 punti contro lui e i Boston Celtics nel 1986, segnando il record di punti nei playoff NBA. Traslando la citazione dal basket alla F1 sul 24 Giugno 2012 il mondo dei motori dovrebbe dire: “Era Dio travestito da Fernando Alonso”.

Mai sottovalutare Fernando Alonso

Chiariamo il contesto: 2012, campionato mondiale di F1, Lewis Hamilton è in testa alla classifica mondiale con due lunghezze di vantaggio su Fernando Alonso in Ferrari e tre lunghezze sul campione del mondo in carica Sebastian Vettel su Red Bull. Lo so, è passata una vita. Durante le qualifiche del Gp di Europa due dei tre piloti sopra citati, il tedesco e l’inglese, conquistano la prima fila (Vettel in pole) alla fine della Q3, alla quale Alonso nemmeno partecipa. L’asturiano partirà infatti dall’undicesima posizione, a seguito di gravi errori di valutazione da parte della scuderia di Maranello. Inutile illudersi: impossibile raggiungere Vettel e Hamilton perché impossibile fare tantissimi sorpassi in un circuito con 25 curve come quello di Valencia (per chi se lo ricorderà).

Questi sono i presupposti, ma Fernando Alonso non è il tipo che si arrende facilmente. Le difficoltà non lo destabilizzano, anzi lo motivano. E questa motivazione, stimolata pure dal fatto di gareggiare in Spagna, a casa sua, lo condurrà al trionfo. Procediamo però per gradi…

La gara più imprevedibile di sempre

Il pilota spagnolo mostra tutta la sua grinta e determinazione fin dai primi istanti di gara: recupera 3 piazze durante la partenza. Dopo pochi giri raggiunge la 7 posizione, superando Nico Hulkenberg in seguito a vari tentativi. La gara si accende subito dopo: un esordiente in F1 di nome Romain Grosjean supera il leader del mondiale Lewis Hamilton, prendendosi la seconda posizione. Un sorpasso stupendo da far vedere nelle F1 Academy. La gara diventa piena di sorpassi e di colpi di scena, nonostante i presupposti fossero ben diversi. Qualcosa che oggi sembra folle solo a pensarci, perché siamo abituati a una F1 molto monotona e meno competitiva rispetto al 2012, che indovinate? Nei primi 7 Gp stagionali precedenti a questo di Valencia che vi sto raccontando, ebbe 7 vincitori diversi. No, ripeto: non sono matto, vi sto riportando dati di fatto.

Quando il gioco si fa duro, Alonso inizia a giocare

Come vi stavo dicendo: la gara si fa infuocata, sorpassi belli e folli durante ogni giro. La follia però va ben dosata. Infatti Alonso e il suo team ai box adottano la strategia migliore: stint lungo di gomme provando l’overcut che approfitti del grande traffico creatosi tra il 4 e il 7 posto. Tralasciando dettagli e sorpassi vari, proprio grazie a questo overcut, il pilota spagnolo si ritrova al 4 posto, rimontando 7 posizioni in solo 22 giri. E il podio non è così lontano. Quello che sembra lontano è la vittoria, perché Vettel e Grosjean sembrano irraggiungibili. Sembrano!

Alonso
Fernando Alonso che sorpassa Paul Di Resta durante il Gp

Tanti duelli e tanti sorpassi in un circuito cittadino con 25 curve. Basta questo per far sottintendere che l’uscita della Safety Car a seguito di un incidente era quotata a 0,90 alla Snai. Ed è l’unica chance che possa permettere alla Ferrari di giocarsi la vittoria del Gran premio, anche perché i tempi di Fernando Alonso sono molto buoni, simili a quelli di Vettel che domina in pista.

Se questo è il volere di Dio

Giro 28/57, a metà gara il pronostico a bassa quota si verifica: contatto tra Kovalainen e Jean Eric Vergne. “Chi sono questi piloti?” Qualcuno si chiederà, ma ragazzi, archiviate l’era social e l’era power unit. La direzione di gara manda la safety car in pista. Se Dio dovesse manifestarsi nel mondo terreno per eseguire un suo volere, lo farebbe nelle condizioni a lui favorevoli. Altrimenti come mostrerebbe la sua egemonia sul mondo? E quella Safety Car era l’occasione giusta per poter stravolgere gli equilibri della gara, e anche del campionato mondiale. Perché dopo questo episodio, cambierà tutto.

E sapete qual è la cosa bella? Che Alonso non apprezzerebbe mai una tesi del genere, a causa del suo ateismo (il campione spagnolo si è dichiarato più volte ateo).

Non a caso Alonso era ugualmente uno dei piloti più veloci in pista. Si era reso autore di più sorpassi (tra cui su Schumacher e Webber), non sbagliando praticamente nulla. E nulla lo avrebbe fermato, così come nulla impedirebbe a Dio di eseguire le sue volontà. Ora i distacchi sono azzerati: tutti vanno ai box, usufruendo del regime di Safety Car. Alonso, Hamilton e Vettel compresi.

Colpi di scena infiniti

Tanti pit stop in contemporanea, motivo per cui sarà necessario essere più precisi e rapidi possibili. In queste situazione l’ansia e il panico può assalire alcuni meccanici, ed è quello che accade al team Mclaren, mentre esegue il pit stop di Lewis Hamilton. Una svista colossale durante il cambio gomme rallenta la sosta del campione britannico, permettendo a Fernando Alonso di sorpassarlo e conquistare così il terzo posto. Il campione spagnolo beneficia di un rapido e super pit stop dei meccanici Ferrari. Ora l’ordine di ripartenza con l’uscita della Safety Car sarà: Vettel, Grosjean e Alonso.

Now or never

Alonso studia bene Grosjean durante la Safety Car: resta attaccato alla vettura Lotus, per essere pronto a colpire al momento giusto, sfruttando magari la poca esperienza del pilota francese. Al momento della ripartenza sarà così: Alonso aggressivissimo come una belva che annusa la preda, affianca Grosjean e lo sorpassa. Un sorpasso bello e studiato nei minimi dettagli, che solo un pilota come Alonso può fare. Nulla può perciò impedire la vittoria, ma superare Vettel non sarà semplice.

Alla fine però non ci sarà bisogno di un sorpasso, perché pochi giri dopo, la gara avrà l’ennesimo colpo di scena, quello più devastante: la Red Bull di Sebastian Vettel, campione del mondo in carica (con quella vittoria sarebbe tornato leader della classifica mondiale), si ferma per problemi al motore! Alonso conquista così la leadership del Gran premio e della classifica mondiale. Incontenibile la gioia nel box Ferrari e sulle tribune, dove il popolo spagnolo esulta per l’insperata rimonta del proprio idolo nazionale.

Alonso passa e andrà sempre più veloce fino all’ultimo giro, trionfando in casa propria. Ottavia vittoria in Ferrari e 2 vittoria stagionale, ponendo fine al tabù di 7 vincitori diversi per ogni Gp: per la prima volta in quel campionato mondiale un pilota vincerà 2 gare. L’ennesima manifestazione di Dio che si impone anche sulle statistiche.

LA FORTUNA NON ESISTE

La fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità.”-Seneca

“Che botta di culo” potremmo dire. Certo, per trionfare in qualsiasi cosa, l’inerzia deve essere a tuo favore, ma spesso si dice che la fortuna aiuta gli audaci. E Alonso in quel Gp fu la massima espressione di audacia.

E se vogliamo dirla tutta, subordinare la grande rimonta del Samurai spagnolo al ritiro di Vettel è molto marginale. Senza il forfait del campione tedesco Alonso avrebbe lottato e vinto ugualmente la gara. Perché quel giorno Dio era con lui (anche se Fernando non ci crede). E se dobbiamo appellarci alla fortuna, ripensando a come andrà a finire quel mondiale, Fernando sarà l’ultimo da ritenere fortunato. Due incidenti clamorosi (non legati a suoi errori) permetteranno a Vettel di rimontare questo lo svantaggio accumulato da Alonso durante questo Gp di Europa. Ma questa è un’altra storia.

Alonso guadagnerà 25 punti sui due rivali in pista. Anche Hamilton si ritirerà dalla gara a causa di un contatto con Maldonado. Un altro episodio che conferma quanto la volontà divina sia stata nettamente a favore del Cavallino Rampante. E c’è di più: sul podio con Fernando, ci saranno Kimi Raikkonen su Lotus, l’ultimo campione del mondo a Maranello (che vinse proprio contro Alonso nel 2007) e Michael Schumacher (inutile definirlo) su Mercedes.

Una gara, un podio che mostra l’onnipotenza della Ferrari sul mondo delle corse: il passato (Schumacher e Raikkonen) il presente (Alonso) e il futuro (Alonso resterà in Ferrari e Kimi gareggierà al suo fianco nel 2014) della scuderia di Maranello. Quel giorno Dio travestito da Fernando Alonso ha dimostrato al mondo intero che, nonostante le insidie, la Ferrari rimane regina nel mondo dei motori, se competitiva. Questa storia insegna solo una cosa: dimostri e comprendi la tua forza solo dopo aver toccato il fondo.

Ora torniamo al presente: speriamo di poter rivivere trionfi simili nel più breve tempo possibile. Cerchiamo di rimanere pazienti ancora un po’. Perché a Maranello è da troppo tempo che si tocca il fondo.

Alonso